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| martedì 08 settembre 2009 | |
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L'8 di settembtre è una data a cui i gelesi sono fortemente legati, si tratta del giorno dei festeggiamenti patronali in onore a Maria Ss. d'Alemanna. L'icona, in stile bizantino risalirebbe ai tempo di Terranova di Sicilia e, secondo un'antica tradizione orale, fu l'ordine dei Frati teutonici a prestare il culto alla Divina Signora fino a quando l'invasione dei saraceni li costrinse a nascondere tra il XIV e il XV secolo l'icona, abbandonandola in una fossa nei pressi dell'attuale Viallaggio Aldisio, dove oggi si trova una chiesetta in onore a Maria educatrice della parola. Nel 1450 un contatidino che si trovava in quella zona con i propri buoi, si accorse che gli animali non proseguirono più. Pensando che si trattasse di un intralcio, il contadino cominciò a scavare ed ecco venir fuori la sacra effige di Maria ss. d'Alemanna che fu promulgata patrona della città di Gela ed il ritrovamento fu identificato come la nascita di Maria in mezzo ai gelesi. Quest'anno in occasione del Giubileo del Vicario Foraneo, i festeggiamenti hanno assunto una duplice veste ed hanno assunto grande importanza anche per il dono fatto a mons. Grazio Alabiso dai fedeli; si tratta di una campana dedicata alla patrona e al Ss.Crocifisso, quali protettori della città, che prenderà il posto della precedente. La prima campana non suona più nonostante, nel tempo, sia stata soggetta a tre fusioni che non sono servite però a riportarla al suono. Tanti i fedeli che per un mese si sono preparati a vivere l'appuntamento religioso che culmina con la processione per le vie cittadine e una serie di manifestazioni collaterali.
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